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Il ritorno del soldato

Il ritorno del soldato”, di F. Bicini, adattamento del lavoro classico “Reduce” di Ruzante, l’autore veneto cinquecentesco che tanto seguito ebbe allora e che è rappresentato anche oggi con successo, specie dopo le ripetute riproposizioni di Dario Fo. L’opera è ben rappresentativa di quella che è stata definita la poetica del naturale del grande Autore, che contrappone una civiltà naturale, istintiva, primitiva, ma estremamente vitale, alla civiltà raffinata, artefatta e ormai in decomposizione che si era affermata tra il XII e il XVI secolo, con la rinascita delle città. “Il ritorno del soldato” è la storia di un soldato che torna dalla guerra miracolosamente vivo, dopo avere assistito a tanti orrori ed essere scampato a tante stragi, con il cuore ancora stretto nella morsa del terrore. Torna felice di aver riportata sana la pelle ed entusiasta di poter ritrovare le cose che aveva lasciato: la casa, gli amici, la sua donna. Ma la guerra, che ha travolto tutto, lo farà ritrovare davanti ad una realtà dura, sconcertante ed egli, abbandonato da tutti, resterà solo con la sua miseria e i suoi pidocchi. Il lavoro, pur essendo amaro, è condotto, nel dialogo, a volte in modo umoristico ed è ricco di poesia e di umanità.